L’assemblea di Edimburgo aveva dato impulso a nuove iniziative. Già alla conclusione dei suoi lavori il vescovo episcopaliano statunitense Charles Henry Brent (1862-1929) dichiarava: “Durante i giorni scorsi una nuova visione ci ha avvolti. Ma quando Dio ci dà una visione, ci indica anche una nuova responsabilità, e voi e io, lasciando questa assemblea, ce ne andiamo con un nuovo dovere da compiere”. Matura così in lui l’idea di convocare una nuova assemblea, che affronti le questioni dottrinali intenzionalmente escluse da quella di Edimburgo.

Un evento storico. Così è stata definita la visita di papa Francesco, la prima di un pontefice, al Tempio valdese di Torino il 22 giugno, varcando una soglia alta 800 anni, come ha detto il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese, rivolgendosi al “caro papa Francesco, caro fratello in Cristo”.

Un importante impulso al movimento ecumenico viene dato nel secolo scorso dal movimento missionario. La sua prima iniziativa rilevante risale al 1910 con la conferenza mondiale di Edimburgo delle società protestanti missionarie, il cui obbiettivo primario consiste nell’evidenziare e porre rimedio ad una realtà che vede le diverse confessioni cristiane in competizione fra loro nell’annuncio del Vangelo tra i non cristiani. I missionari segnalano alle loro chiese quale fonte di disorientamento e controtestimonianza costituiscano le loro divisioni, specie nei continenti lontani.

Si è appena conclusa la giornata di lettura no stop dei Vangeli sabato 9 maggio al Passetto di Ancona, promossa dal Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche (CCCM), nella quale sono stati impegnati gli appartenenti alle diverse confessioni cristiane presenti in regione. Per chi non si fosse imbattuto nello stand dove alla fiera di san Ciriaco si davano informazioni sul CCCM, potrà trovarle qui, pur se in forma sintetica.

Il 9 marzo, presso il Senato della Repubblica, cattolici, protestanti e ortodossi hanno sottoscritto il documento "Contro la violenza sulle donne: un appello alle chiese cristiane in Italia", elaborato da una commissione congiunta della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI.

Al di là delle consuete e scontate “liturgie” della festa delle donne, si presenta con ben altro spessore la Giornata Mondiale di Preghiera (GMP). Questo movimento mondiale interconfessionale, sostenuto dalle donne di circa 180 paesi del mondo si concretizza in una celebrazione annuale in prossimità dell’8 marzo, il primo venerdì di marzo, alla quale tutti, uomini e donne, sono invitati.

La Chiesa Valdese il 17 febbraio di ogni anno celebra il riconoscimento dei diritti civili ai cittadini di fede valdese, concesso nello stesso giorno del 1848 dal re Carlo Alberto con le Regie Patenti. Questo documento fu il primo passo sulla via del riconoscimento di una più ampia gamma di diritti e pose fine a una secolare discriminazione: i valdesi, e poche settimane più tardi gli ebrei, ottennero gli stessi diritti civili degli altri sudditi.

Alle congratulazioni e agli auguri a mons. Edoardo Menichelli per la sua nomina a cardinale non potevano mancare quelli del mondo ecumenico marchigiano, espressi dal pastore Michele Abiusi, nella sua qualità di presidente del Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche (CCCM),  in occasione dell’ intensa celebrazione ecumenica svoltasi presso il santuario di S. Giuseppe da Copertino il 18 gennaio scorso nell’ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Si tratta di un’ iniziativa tutta italiana, nata nel 1990 per volere della Commissione ecumenica della CEI, celebrata dalla Chiesa italiana il 17 gennaio di ogni anno, all’inizio della Settimana per l’Unità dei Cristiani (18-25 gennaio).

Dal 18 al 25 gennaio si svolgerà la celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che trova la sua origine nell’Ottavario di preghiera per l’Unità, istituito dal rev. Paul Wattson nel 1908, al quale si deve anche la scelta simbolica delle due date: dalla festa della cattedra di san Pietro a quella della conversione di san Paolo.