SEGRETARIATO ATTIVITA' ECUMENICHE

gruppo di  Ancona

ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO
A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO


La Chiesa Valdese il 17 febbraio di ogni anno celebra il riconoscimento dei diritti civili ai cittadini di fede valdese, concesso nello stesso giorno del 1848 dal re Carlo Alberto con le Regie Patenti. Questo documento fu il primo passo sulla via del riconoscimento di una più ampia gamma di diritti e pose fine a una secolare discriminazione: i valdesi, e poche settimane più tardi gli ebrei, ottennero gli stessi diritti civili degli altri sudditi.

Si chiuse così una lunga e dolente pagina della storia valdese, quella della persecuzione e della ghettizzazione e si aprì quella dell’emancipazione e della libertà di fatto, anche se non ancora di diritto. Il documento si concludeva: «I Valdesi sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici de’ Nostri sudditi; a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, ed a conseguire i gradi accademici. Nulla però è innovato quanto all’esercizio del loro culto ed alle scuole da essi dirette».

Non tutto in materia di libertà religiosa era chiarissimo: nel successivo Statuto albertino (4 marzo 1848) si riconosceva la religione cattolica unica religione di stato e si affermava che "gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi". Però, nei successivi editti sui diritti civili e poi anche politici degli ebrei e, soprattutto, nella Legge Sineo del 1848 si affermava che "la differenza di culto non forma eccezione al godimento dei diritti civili e politici e all'ammissibilità alle cariche civili e militari". Quest’anno la ricorrenza ha coinciso con il convegno, presso il Senato: "Dai culti ammessi alla libertà religiosa", promosso dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI), a sostegno di una nuova legge, abrogativa delle norme fasciste sui “culti ammessi”, che garantisca i principi costituzionali in materia di libertà religiosa.

Esperti italiani ed europei hanno segnalato le criticità della normativa vigente in Italia e richiamato il quadro europeo e gli orientamenti delle istituzioni comunitarie su questa delicata materia. Significativo l’intervento di mons. Nunzio Galantino, segretario generale della CEI, che ha sottolineato l’attenzione e l’apprezzamento della CEI in linea di principio positivo sul dibattito in merito alle diverse proposte di legge, volte ad abrogare la legislazione sui culti ammessi del 1929-1930, che, per quanto emendata dalla Corte costituzionale, esprime un’impostazione ispirata più a una concessione sospettosa e avara che al pieno riconoscimento dei diritti originari delle persone e delle comunità religiose.
Simonetta Pirani

Pubblicato su Presenza n. 5, 8 marzo 2015

         Privacy Policy

Vai al sito del SAE nazionale
www.saenotizie.it

sito aggiornato al 08 02 2019