SEGRETARIATO ATTIVITA' ECUMENICHE

gruppo di  Ancona

ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO
A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO


Il 9 marzo, presso il Senato della Repubblica, cattolici, protestanti e ortodossi hanno sottoscritto il documento "Contro la violenza sulle donne: un appello alle chiese cristiane in Italia", elaborato da una commissione congiunta della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI.

Per la pastora Maria Bonafede, responsabile dei rapporti ecumenici per il Consiglio della FCEI, la collaborazione nella stesura di questo appello è stata molto positiva ed ha costituito un nuovo inizio. Infatti dal testo sui matrimoni misti e interconfessionali nel 2000 non si segnalavano collaborazioni significative con la CEI. “La violenza contro le donne è un’emergenza nazionale – sottolinea il documento - e il luogo principale dove avviene la violenza sulle donne è la famiglia: questo è un fatto accertato e grave.

Questa violenza interroga anche le Chiese e pone un problema alla coscienza cristiana: la violenza contro le donne è un’offesa ad ogni persona che noi riconosciamo creata a immagine e somiglianza di Dio, un gesto contro Dio stesso e il suo amore per ogni essere umano. Il rispetto della vita e la pari dignità di ogni creatura sono beni al cuore della fede cristiana che ci invita ad abbattere i muri che discriminano, escludono, emarginano le donne”. Si rivolge “ un appello alle istituzioni scolastiche ed educative, alle agenzie culturali e pubblicitarie, agli organi di stampa perché anch’esse promuovano un’immagine della donna rispettosa della sua identità, della sua dignità e dei suoi diritti individuali. Ma soprattutto le comunità cristiane in Italia sentono urgente la necessità di impegnarsi in prima persona per un’azione educativa e pastorale profonda e rinnovata che da un lato aiuti la parte maschile dell’umanità a liberarsi dalla spinta a commettere violenza sulle donne e dall’altro sostenga la dignità della donna, i suoi diritti e il suo ruolo nel privato delle relazioni sentimentali e di famiglia, nell’ambito della comunità cristiana, così come nei luoghi di lavoro e più in generale nella società.

Continueremo a pregare, a predicare, educare ed agire per sradicare la pianta cattiva di culture, leggi e tradizioni che ancora oggi, in varie parti del mondo, discriminano la donna, non di rado avvilendola nel ruolo di un semplice oggetto di cui disporre. Lo faremo annunciando che l’Evangelo che testimoniamo ci libera da ogni costrizione e ci fa tutti, uomini e donne allo stesso modo, creature dell’amore incommensurabile di Dio”.
Simonetta Pirani

Pubblicato su Presenza, n. 7, 26 marzo 2015

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