SEGRETARIATO ATTIVITA' ECUMENICHE

gruppo di  Ancona

ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO
A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO


L’assemblea di Edimburgo aveva dato impulso a nuove iniziative. Già alla conclusione dei suoi lavori il vescovo episcopaliano statunitense Charles Henry Brent (1862-1929) dichiarava: “Durante i giorni scorsi una nuova visione ci ha avvolti. Ma quando Dio ci dà una visione, ci indica anche una nuova responsabilità, e voi e io, lasciando questa assemblea, ce ne andiamo con un nuovo dovere da compiere”. Matura così in lui l’idea di convocare una nuova assemblea, che affronti le questioni dottrinali intenzionalmente escluse da quella di Edimburgo.

La Convenzione generale della sua Chiesa, la Chiesa episcopale protestante degli Stati Uniti, decide di costituire una commissione incaricata di preparare una conferenza a cui siano invitate a partecipare “tutte le confessioni cristiane presenti nel mondo, le quali confessano nostro Signore Gesù Cristo, Dio e Salvatore”, per esaminare insieme “le questioni di fede e di costituzione”. Fede e Costituzione (Faith and Order) è il nome assunto dal movimento che ne nasce. Fede: richiama la necessità dell’unità, recuperando una comune confessione di fede. Costituzione: esprime l’esigenza dell’unione, recuperando una struttura ecclesiastica comune.

L’iniziativa si proponeva di coinvolgere tutte le Chiese cristiane, dunque anche le ortodosse e la cattolica, e mirava ad esporre e chiarire le differenti dottrine delle Chiese senza sottoporle a discussione. Lo scoppio della prima guerra mondiale interrompe il progredire dell’impresa. Riprenderà a muoversi dopo la fine della guerra, giungendo in porto solo nel 1927. Dopo i tragici eventi della prima guerra mondiale si avverte, specialmente in Europa, la necessità di garantire un rapporto nuovo tra le varie denominazioni cristiane ed anche tra le varie religioni

Si sviluppa un altro movimento, promosso dal vescovo luterano di Uppsala Nathan Söderblom (1866-1931), che non mira ad affrontare le divergenze dottrinali tra le Chiese, ma a suscitare un impegno comune dei cristiani sul piano etico, sociale, politico, per la pace e la giustizia nel mondo. Il movimento si denominerà Vita e Azione (Life and Work) ed è l’espressione dell’anima pragmatica dell’ecumenismo, sulla base del motto “la dottrina divide, il servizio (o: l’azione) unisce”. Organizzato dal vescovo Nathan Söderblom si svolge a Stoccolma nel 1925 il primo convegno di Vita e Azione, al quale parteciparono oltre 600 delegati, in rappresentanza di 31 denominazioni ecclesiali e di 37 paesi, in maggioranza protestanti, ma con la presenza di un 10% di ortodossi. (segue)
Simonetta Pirani

Pubblicato su Presenza, n. 15, 16 luglio 2015

 

 

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